GALLIANO MASINI

Nato a Livorno nel 1896 vi morì il 15 Febbraio 1986. Fece infiniti lavori prima di approdare alla corale "Costanza e Concordia". Qui si distinse per la voce potente, generosa e schietta. Nel 1920 per una indisposizione di un tenorino, prese parte all'opera di P. Mascagni " La Lodoletta". In pochi giorni il M.o Floris gli insegnò la parte e, fu subito successo! Alcuni concittadini credendo nella sua voce lo invitarono a andare a studiare a Milano. L'idea fu di Domenico Vignali, capo dei portuali, uno del gruppo di "mecenati", tra i quali Armando Tanzini, grande amico di P. Mascagni e buon intenditore di musica, il Fanucchi, nonché i fratelli Arduino e Catullo Giustini, Agenti Marittimi. Debuttò nel 1924, nella parte di Mario Cavaradossi della "Tosca" di G. Puccini. Quando cantò la romanza "Recondite armonie…", il pubblico lo applaudì come se esplodesse un vulcano. Fu l'inizio di una folgorante carriera artistica compensata dalle 200 alle 500 lire per serata. Fu al suo fianco Urbano Guedri, ottimo per i consigli e curatore degli interessi. Purtroppo la salute non sempre lo aiutava: soffriva di bronchi e si raffreddava facilmente. Questo forse fu la causa della sua carriera folgorante, ma breve. Interpretò ben 27 opere con vari personaggi dal Radames al Turiddo, da Pinkerton della "Madame Butterfly" a Loris della "Fedora". Con P. Mascagni sebbene all'inizio non "corresse buon sangue", si instaurò poi una vera e sincera amicizia che portarono i due livornesi a eseguire una "Cavalleria Rusticana" da veri estimatori. Calcò i migliori palcoscenici del mondo affiancato da voci femminili altrettanto famose. La "Scala" di Milano fu un suo teatro preferito, come il "Goldoni" di Livorno.
Fino a pochi giorni prima di morire di bronchite, ricordava per filo e per segno sia le opere, sia le romanze, seguendo i suoi dischi e accennando brevi "canti" dando ai giovani un ultimo consiglio: "……se non c'è il - fuoco sacro dentro - non basta la voce !!…." Con P. Mascagni sebbene all'inizio non "corresse buon sangue", si instaurò poi una vera e sincera amicizia che portarono i due livornesi a eseguire una "Cavalleria Rusticana" da veri estimatori. Calcò i migliori palcoscenici del mondo affiancato da voci femminili altrettanto famose. La "Scala" di Milano fu un suo teatro preferito, come il "Goldoni" di Livorno.
Fino a pochi giorni prima di morire di bronchite, ricordava per filo e per segno sia le opere, sia le romanze, seguendo i suoi dischi e accennando brevi "canti" dando ai giovani un ultimo consiglio: "……se non c'è il - fuoco sacro dentro - non basta la voce !!….
"Nel chiostro della Chiesa della Madonna, la Corale Guido Monaco, eseguì alcuni brani celebri. Sul finire della serata, di fronte ad un pubblico numeroso e davanti al Sindaco, Prefetto, Vescovo di Livorno, venne offerta una premio al Tenore concittadino Galliano Masini. Il presentatore nel porgere quel presente chiese: " Ebbene maestro cosa ci può dire…?" - Il Tenore con tanta calma e buona lingua, guardando l'orologio, rispose: " Mah,.. sarà l'ora d'andà a letto?!!"….. Dopo un breve silenzio d'imbarazzo, uno scrosciante applauso e un ridere generale, coronarono quella serata bella e indimenticabile.